Blog italiano di ipnosi clinica e sperimentale

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mercoledì 25 febbraio 2009

Regina Fabiola del Belgio si sottopone ad intervento sotto sedazione ipnotica


La Regina Fabiola, ricoverata l’8 gennaio 2009 presso l’Ospedale Universitario di Liegi, è stata sottoposta ad un intervento chirurgico, presumibilmente alla tiroide (ma il riserbo sulla vicenda induce a cautela), durante il quale è stata praticata ipnosedazione in luogo dell’anestesia generale, controindicata per i rischi dovuti all’età della paziente, ottantenne. La dimissione è avvenuta due giorni dopo, senza complicanze.

Il Centre Hospitalier Universitaire de Liège, molto conosciuto nel settore per l’adozione dell’ipnosi come tecnica complementare in anestesia e rianimazione, vanta ad oggi più di 5100 interventi chirurgici su pazienti che hanno ricevuto l’ipnosi come strumento ausiliario, in associazione ad anestesia locale e leggera sedazione farmacologica.

Mairie-Elisabeth Faymonville, che dirige il team di chirurghi belgi, ha pubblicato diversi lavori sugli aspetti neurofisiologici degli stati di trance, in particolar modo di quelli correlati all’analgesia ipnotica, ed è nota anche grazie ai suoi studi circa gli effetti dell’ipnosi nella prognosi post-operatoria: tra i pazienti sottoposti ad interventi alla tiroide, rientravano al lavoro dopo una media di 15 giorni quelli che avevano ricevuto ipnosedazione, mentre chi era stato sottoposto alle procedure standard di anestesia totale tornava alla propria attività in media 28 giorni dopo l’operazione. Oltre a confermarsi come metodo efficace dal punto di vista economico, i pazienti dicono che si tratta di “un’esperienza molto speciale” riporta la Faymonville, che prosegue: “adesso seguiamo con questa tecnica persone provenienti da tutto il mondo”.

I medici e gli psicologi italiani, testimoni della ritrosia con cui le tecniche ipnotiche vengono spesso accolte dalla medicina ufficiale, non si demoralizzino: l’ipnosi è un fenomeno “carsico”. Dopo essere stata bandita dalla chirurgia nel 1845 in seguito all’introduzione dell’etere, infatti, è stata riabilitata dall’American Medical Association nel 1958, che l’ha inclusa nel novero delle pratiche mediche, dentistiche e chirurgiche. Chissà che con un po’ di pazienza e di onesto lavoro anche l’Italia - culla di cultura e di sapere da sempre – non riesca a riconoscere questa sua negletta prole. Certo, il regale precedente di Fabiola non nuocerà allo scopo.

Per approfondimenti:

Functional neuroanatomy of the hypnotic state.
Faymonville ME, Boly M, Laureys S.
J Physiol Paris. 2006 Jun;99(4-6):463-9. Epub 2006 Jun 5. Review.

Hypnosis with conscious sedation instead of general anaesthesia? Applications in cervical endocrine surgery.
Meurisse M, Defechereux T, Hamoir E, Maweja S, Marchettini P, Gollogly L, Degauque C, Joris J, Faymonville ME.
Acta Chir Belg. 1999 Aug;99(4):151-8

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lunedì 10 settembre 2007

Ipnosi in chirurgia nella terapia del carcinoma mammario


Uno studio pubblicato online sul "Journal of the National Cancer Institute" legittima l’ingresso dell'ipnosi nelle corsie dei reparti oncologici. Guy Montgomery e i colleghi della Mount Sinai School of Medicine di New York hanno dimostrato che una seduta di ipnosi, prima di entrare in sala operatoria per un intervento di tumore mammario, riduce le dosi di anestetico necessarie, fa diminuire il dolore e i disagi pre e post-operatori e accorcia la durata del ricovero in ospedale. In termini economici, l'ipnosi permette di abbattere i costi della chirurgia di circa 773 dollari a paziente.

Le pazienti operate per cancro al seno lamentano spesso dolore, nausea e debolezza prima e dopo l’intervento. Tali complicanze rischiano di allungare la degenza o di favorire un nuovo ricovero in ospedale e a volte costringono a un’ulteriore assunzione di farmaci. Indagini precedenti avevano già suggerito le possibili virtù dell’ipnosi contro questi disagi. I ricercatori ne hanno ora dimostrato la validità in un trial clinico ad hoc su 200 donne. In particolare, essi hanno valutato gli effetti dell’ipnosi praticata un’ora prima dell’operazione.

Le partecipanti allo studio sono state distribuite in modo randomizzato in due gruppi: tutte venivano affidate a uno psicologo, ma mentre per il primo gruppo di pazienti era previsto il solo dialogo, il secondo gruppo è stato sottoposto a 15 minuti di ipnosi pre-intervento. Durante la seduta, lo specialista accompagnava le pazienti virtualmente in un mondo fatto di immagini piacevoli e rilassanti e spiegava loro anche l’abc dell’autoipnosi per vincere eventuali sintomi fastidiosi. Gli autori hanno così osservato che, in fase di intervento, alle donne del gruppo ipnosi bastava un’anestesia leggera. Non solo. Queste pazienti hanno riferito meno disturbi e trascorso in media 11 minuti in meno sul letto operatorio.

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venerdì 7 settembre 2007

L'ipnosi nella sentenza 34200 della Corte Suprema di Cassazione


Roma, 6 set. (Adnkronos/Ign) - La Corte Suprema di Cassazione (con la sentenza numero 34.200) dichiara che chi esercita l'attività medica abusivamente, in qualsiasi forma, è punibile secondo l'articolo 348 del codice penale. Non sono attenuanti né la consapevolezza dei pazienti circa il fatto che colui che esercita l'attività non è laureato, né la natura "innocua" delle prescrizioni. L'omeopatia, la chiropratica, l'agopuntura, i massaggi terapeutici, l'ipnosi curativa, la fitoterapia e l'idrologia sono terapie non convenzionali finalizzate sempre «alla diagnosi e alla cura delle malattie dell'uomo», perciò sono di esclusiva competenza dei medici.

La sentenza della Corte di cassazione ha lo scopo di proteggere il consumatore dall'esercizio abusivo della pratica dell'ipnosi e dell'ipnositerapia, ma non specifica che tale attività può essere svolta anche dallo psicologo e che sia per medici che per psicologi esistono specifiche scuole di specializzazione in psicoterapia e ipnosi riconosciute dallo Stato (ad es. SIIPE). La sentenza, inoltre, elenca l'ipnosi fra pratiche che a mio avviso sono molto distanti dall'ipnosi stessa, non considerando che l'ipnosi è ormai accreditata dal punto di vista scientifico.

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venerdì 31 agosto 2007

BBC a Modena per un documentario sull’ipnosi


Gli studi sull’ipnosi condotti dai ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dell’Università di Hull in Gran Bretagna saranno documentati dal canale televisivo inglese BBC2.

Una troupe sarà a Modena sabato 1° settembre 2007 per filmare alcune fasi delle sperimentazioni presso il Reparto di Neurologia, diretto dal prof. Paolo Frigio Nichelli, e di Neuroradiologia2, diretto dal dott. Luciano Mavilla, dell’Ospedale civile S. Agostino-Estense di Baggiovara. Le immagini entreranno a far parte del documentario della serie Alternative Therapies. La curiosità della BBC nasce da alcuni recenti studi sulle alterazioni della capacità di pensiero di cui si sta occupando il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, nell’ambito delle ricerche sull’ipnosi condotte dalla prof.ssa Annalena Venneri. La prof.ssa Venneri, esperta nelle applicazioni cliniche e sperimentali della risonanza magnetica funzionale, ha avviato una proficua collaborazione scientifica col prof. Irving Kirsch e la prof.ssa Giuliana Mazzoni del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Hull in Gran Bretagna. Le ricerche portate avanti presso l’Ospedale civile S. Agostino-Estense di Baggiovara con il supporto della struttura di Fisica sanitaria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena cercano di capire che cosa avviene nel cervello di una persona in stato di ipnosi. Per le sperimentazioni, che consistono in test su un campione di giovani volontari selezionati in varie parti del mondo per la loro alta capacità di entrare in ipnosi, viene utilizzata una risonanza magnetica a 3 Tesla.
“L’ipnosi - spiega la prof. ssa Annalena Venneri – viene utilizzata in vari ambiti della medicina, ad esempio nel trattamento di disturbi psicosomatici, nella terapia del dolore o in campo oncologico, ma sono in corso esperimenti anche nell’ambito delle neuroscienze allo scopo di capire quali sono i meccanismi cerebrali coinvolti in questa alterazione dello stato mentale. Un modo per capire questo è quello di indurre lo stato ipnotico mentre il soggetto viene sottoposto a risonanza magnetica funzionale, una tecnica capace di registrare e visualizzare i cambiamenti di funzionamento delle aree cerebrali”.
Per la realizzazione dell’esperimento “è stato utilizzato in particolare – ha dichiarato il prof. Paolo Frigio Nichelli, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ateneo emiliano - un sistema che permette di registrare il comportamento del soggetto e di metterlo in relazione diretta con le variazioni del funzionamento delle diverse aree del cervello. Con questo stesso sistema sono stati svolti e sono in corso studio nel nostro dipartimento sulla malattia di Alzheimer (per diagnosticarla precocemente e per studiare l’effetto di farmaci innovativi), sui meccanismi del dolore (in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Biomediche) e sull’epilessia (per individuare con precisione l’origine delle crisi)”.

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