Blog italiano di ipnosi clinica e sperimentale

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mercoledì 26 novembre 2008

Influenza di ipnosi e tecniche di rilassamento sul sistema immunitario

Nell’articolo di review pubblicato sul numero di Giugno 2008 dell’International Journal of Neuroscience, il Dr. E.C. Trakhtenberg dell’Istituto di Psicologia Transpersonale di Palo Alto riporta i dati di numerose ricerche che hanno studiato il legame esistente tra le tecniche di immaginazione guidata ed i parametri del sistema immunitario. Di particolare interesse i dati circa gli effetti dell’immaginazione guidata:
- Nel ridurre lo stress e aumentare la risposta immunitaria;
- Nell’influenzare selettivamente i globuli bianchi, i neutrofili e i linfociti;
- Nella diminuzione della conta dei globuli bianchi nelle fasi iniziali di immaginazione guidata e rilassamento, dovuta a fluttuazioni di produzione o marginazione.
Un precedente lavoro di review del 2002 del Dr. J. Gruzelier forniva evidenze circa la capacità delle tecniche di rilassamento e di immaginazione guidata nel controllo immunitario e nell’incremento dello stato dell’umore e del benessere globale. Due studi dell’autore evidenziavano l’efficacia di sessioni di ipnosi espressamente rivolte al sistema immunitario: tale tecnica permetterebbe di influenzare positivamente la funzione immunitaria, l’umore e, ancora più importante, il numero di infezioni virali nella stagione invernale. Un terzo studio dell’autore riguardava una popolazione universitaria portatrice di Herpes Simplex virus-2 (HSV-2): sei settimane di training avevano dimezzato la ricorrenza dell’espressione del virus e ridotto i livelli di depressione e ansia. Inoltre, i parametri biochimici evidenziavano un aumento delle funzioni immunitarie, in particolare delle cellule natural killer.

Approfondimenti:

Gruzelier, J.H. (2002). A review of the impact of Hypnosis, relaxation, guided imagery and individual differences on aspects of immunity and health. Stress, Jun;5(2):147-63.
Trakhtenberg E.C. (2008). The effects of guided imagery on immune system: a critical review. International Journal of Neuroscience, Jun;118(6):839-55.

Dr. Renzo Balugani

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mercoledì 19 novembre 2008

Violenza sessuale e ipnosi: i media ci aiutano a capire?

Recentemente, l’accusa di violenza carnale ed atti di libidine a danno di pazienti affette da disturbi alimentari, riconosciuta dalla sentenza della Corte d’Appello, che ha comminato 5 anni e mezzo di reclusione al Prof. Aldo Antonino Sodaro, porta in primo piano un tema che ci sta molto a cuore. La notizia, non tanto nel merito della sentenza e dell’accertamento dei fatti, quanto nel metodo con cui viene diffusa dai principali organi di informazione, induce ad un gran numero di mistificazioni: sia i titoli della televisione (“Con l’ipnosi abusava delle pazienti”), che dei quotidiani (“Re dell’ipnosi violentava le anoressiche”) danno per assodata la natura intrinsecamente coercitiva dell’ipnosi, alimentando le tinte fosche con cui è gia ampiamente rappresentata nell’immaginario collettivo, e attribuiscono a chi la pratichi un potere irresistibile in grado di piegare le volontà di pazienti completamente succubi. I professionisti che praticano quotidianamente l’ipnosi per scopi terapeutici (in medicina come in psicoterapia) sanno che le cose stanno diversamente; ciò che duole loro constatare è la facilità con cui i media cedano alle sirene del sensazionalismo, trasformando un argomento tanto serio e spinoso in una faceta vignetta di malcostume.
Nel corso della puntata televisiva Mi Manda RaiTre del 07/11/2008, viene ospitata una delle vittime costituitesi parte civile contro i reati del Prof. Sodaro, che attraverso un racconto dettagliato e drammatico ricostruisce i fatti oggetto del processo. Appena una manciata di minuti sono dedicati dal conduttore al Prof. Guglielmo Gulotta, cui è data occasione di ristabilire un qualche accenno di verità riabilitando la pratica dell’ipnosi al rango di disciplina scientifica. A nostro parere, lo spazio dedicato a questo approfondimento non è stato sufficiente a sgonfiare il clima di condanna e indignazione (alimentati invece dai titoli in sovrimpressione: “Con l’ipnosi abusava della pazienti”) che, se avranno calamitato l’attenzione di molti telespettatori, sicuramente non hanno permesso loro di farsi un’opinione informata della problema.
Nell’articolo de La Repubblica del 26/10/2008, a titolo “Re dell’ipnosi violentava le anoressiche” tale contraddittorio non è presente, per quanto sia rintracciabile un timido tentativo di ristabilire in seconda battuta una prospettiva più equilibrata quando il giornalista cita gli atti del processo: il Prof. Sodaro avrebbe commesso i reati sulle pazienti in virtù della loro “incapacità di resistergli a causa delle loro condizioni di inferiorità psichica, da lui stesso aggravate mediante suggestione ipnotica» o, comunque «adottando una condotta insidiosa e fraudolenta (simulazione di atti terapeutici) o improvvisa, tale da non rendere possibile un’adeguata difesa». Solo quest’ultima concessione pare restituire quelle caratteristiche di serietà e responsabilità di cui gli organi di informazione del terzo millennio dovrebbero dotarsi approcciandosi ad argomenti tanto complessi e delicati. E’ opinione di chi scrive che questo dovrebbe valere tanto più quanto più i fatti di cronaca siano gravi, le persone danneggiate vulnerabili, e i vissuti chiamati in causa così emotivamente connotati.
Dr. Renzo Balugani
Dr. Roberto Blarasin

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mercoledì 16 gennaio 2008

Mesmerizzare la memoria: substrati cerebrali della soppressione della memoria episodica nell’amnesia post-ipnotica

La memoria è una componente fondamentale del comportamento. Affinché gli elementi della memoria possano essere richiamati e guidare il comportamento in modo corretto, la soppressione di alcune rappresentazioni della memoria sembra essere altrettanto importante dell’espressione di altre. Tuttavia poco si conosce dei meccanismi cerebrali che sottostanno a tale soppressione. Nel primo numero di gennaio, la rivista Neuron ha pubblicato uno studio che dimostra ulteriormente che l’ipnosi può essere una procedura preziosa per l’indagine neuroscientifica dei substrati cerebrali. Nel caso in questione, si dimostra come l’induzione del fenomeno dell’amnesia post-ipnotica possa essere utilizzata in modo proficuo per lo studio dei normali processi di amnesia o delle patologie amnesiche di tipo funzionale.

Disegno sperimentale.
Prima parte (Sessione studio). Visione di un film documentario di 45 min. Questo è il primo studio sull’amnesia post-ipnotica che usa in modo controllato degli stimoli estesi e verosimili (extended real-life-like memoranda), ben memorizzati prima della seduta ipnotica.
Seconda parte (Sessione test). Durante il test, a distanza di una settimana dalla presentazione del film, i partecipanti all’esperimento si sono sottoposti ad ipnosi. Durante la seduta hanno ricevuto la suggestione di dimenticare i dettagli del film, fino alla ricezione di un segnale concordato che avrebbe cancellato la suggestione. Dopo la seduta di ipnosi, sotto l’effetto della suggestione post-ipnotica (test uno) e dopo la cancellazione della suggestione (test due), i partecipanti sono stati scansionati, tramite Risonanza Magnetica funzionale, mentre rispondevano al test al computer per misurare la memoria sia dei dettagli del film (film) che dei dettagli del contesto della seduta studio (contesto).
I risultati mostrano che gli individui altamente ipnotizzabili, a differenza dei soggetti scarsamente ipnotizzabili, hanno presentato marcata amnesia nella performance di richiamo dei dettagli del film. Coerentemente con le aspettative, non vi sono state differenze fra i soggetti nel richiamo dei dettagli del contesto della sessione studio. Nel disegno sperimentale era previsto inoltre un ulteriore controllo per appurare che le risposte dei soggetti fossero reali e non simulate.

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martedì 11 settembre 2007

Ipnosi e agopuntura


Un accostamento inopportuno

Nel vademecum volto a difendersi dai falsi medici – stando a ciò che può essere letto sui giornali - la Cassazione ricorda che tra le “attività di esclusiva competenza dei medici” figurano la “chiropratica, l’agopuntura, i massaggi terapeutici, l’ipnosi curativa, la fitoterapia, l’idrologia”. Premesso che siamo d’accordo con l’intento di salvaguardare il consumatore, e che vorremmo poter leggere il documento ufficiale per essere più precisi, riteniamo che il vademecum debba specificare che “l’ipnosi curativa” può essere praticata da medici e psicologi con una adeguata formazione in psicoterapia e ipnosi, in scuole post-universitarie riconosciute dallo Stato.

Riteniamo inoltre che andrebbe specificato che l’ipnosi è l’unica terapia, fra quelle inserite nell’elenco della Cassazione, chiaramente riconosciuta da un punto di vista scientifico. Per fare un esempio, la rivista medico-scientifica The Lancet, la quale si è recentemente pronunciata in modo negativo nei confronti dell’omeopatia, aveva espresso un giudizio decisamente favorevole nei confronti dell’ipnosi.

La sentenza della Cassazione è stata riportata, da alcune fonti di informazione, insieme ai risultati di un’indagine appena pubblicata dalla rivista Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine (ECAM) - in vista del congresso internazionale ETM 2007, European Traditional Medicine, in programma a Vinci (Firenze) dal 4 al 6 ottobre - secondo la quale anche in Italia sarebbe in sensibile aumento l’uso delle erbe medicinali. L’ultimo numero di tale rivista presenta un articolo in cui viene proposta un’integrazione di ipnosi e agopuntura. La mia opinione al riguardo è che noi ipnotisti dovremmo aiutare il consumatore a distinguere le due discipline, le quali sono molto distanti da un punto di vista epistemologico e scientifico. In questa fase storica, in cui l’ipnosi sta dimostrando il proprio valore anche grazie alle neuroscienze, mi sembra ancor più inaccettabile l’accostamento con una disciplina che si basa sul Qi e sui meridiani (il Qi sarebbe una forza vitale, comune a tutti gli esseri viventi, la quale scorrerebbe attraverso dei canali chiamati meridiani). Da un punto di vista pratico, comprendo benissimo che conoscere l’ipnosi possa essere utile all’agopuntore, o che conoscere l’autoipnosi possa essere di giovamento a chi si sottoponga ad agopuntura; credo tuttavia che l’agopuntura non possa essere di alcuna utilità a chi pratica l’ipnosi o la psicoterapia ipnotica.

Per chi volesse leggere l’articolo, esso è disponibile online a questo indirizzo: ECAM - Hypnosis & Acupuncture.

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